venerdì 13 gennaio 2012

Domenica 15 Gennaio 2012

La prima parola che Gesù pronuncia nell’evangelo di Giovanni è una domanda che pone a bruciapelo ai due che lo stanno seguendo: che cosa cercate. È questa una domanda importante che tende a scavare le intenzioni più intime, l’evangelista la sceglie con cura e la riproporrà ancora due volte nel corso del suo racconto: 1) all’inizio della sua passione, Gesù chiede per due volte a coloro che sono venuti ad arrestarlo nel giardino: ‘Chi cercate. 2) La stessa domanda ripete il Risorto al mattino di Pasqua, quando vuole scuotere la Maddalena piangente: ‘Donna perché piangi?Chi cerchi?’La richiesta non è banale;anzi nel modo di procedere dell’evangelista Giovanni è molto seria. È la domanda che va al cuore dell’intenzione e mira a svelare la reale disponibilità della persona: si può infatti cercare Gesù per accoglierlo come il Messia ma anche per arrestarlo come un delinquente; lo si può cercare come un morto da compiangere o come il vivente da cui essere salvati. Nell’A. T. ‘cercare Dio’ è il massimo tema spirituale. La soluzione teologica è paradossale. Occorre comunque ‘cercare Dio’ pur sapendo che è impossibile ‘trovarlo’.Poiché,come, dove, quando, perché ‘trovarlo’ se è il Trascendente?È il dramma della Sposa,che esclama con tristezza dell’amore: ‘Lo cercai ma non Lo trovai’. Ma allora la ‘ricerca’ consiste precisamente in quello che avviene alla Sposa: lasciarsi trovare da Lui. (Ernesto Della Corte)

Fatti per orbitare come pianeti, incontro a Cristo, sole dell’Universo innanzitutto spirituale, e unica sorgente di luce, di calore e di vita soprannaturale, dobbiamo concentrare in Lui mente, volontà e attività per conoscerlo, amarlo e imitarlo sempre meglio. Il nostro pensiero, quindi, torni a Lui, come l’ape al fiore per sprofondarsi nel suo Mistero e attingervi cibo e vita. (Colombano Vuilleumier)
La bellezza di Gesù ammirano senza sosta tutte le beate schiere dei Cieli, la cui tenerezza commuove i cuori, la cui contemplazione conforta, la cui bontà sazia, la cui soavità ricrea, il cui ricordo illumina, al cui profumo i morti riacquistano la vita e la cui beata visione renderà felici tutti i cittadini della Gerusalemme celeste. (S. Chiara)



Sei, o Gesù, il vertice e la sintesi di ogni perfezione umana e cosmica. Non vi è nell’universo un elemento di forza, di bontà, di bellezza che non trovi in Te la sua espressione più sublime, suo coronamento ideale. O Gesù, pienezza del Creato, sei la pienezza e felicità di ogni essere. Col possederti stringo tutto ciò che l’Universo mi può fare desiderare o sognare. Solo in Te, Spazio senza confine,le mie facoltà possono raggiungere la loro piena realizzazione e posso sprofondarmi nel tuo amore, senza rischio di scogli. (Teilhard De Chardin)


Gesù è tale che anche a sapere poco di Lui, quel poco supera le altre conoscenze che possono forse appagare la mente, ma non il cuore. Invece Gesù basta da solo a saziare l’anima.(A. Carrel)

Chi non accetta la Chiesa come Madre, non può avere Dio come Padre.( S. Cipriano)

La Chiesa, che conosce l’indirizzo divino della Creazione, ha la Missione di abbracciare tutta la Terra per restituire l’Universo al Verbo da cui è uscito e a cui deve tornare.
(P. Charles)

Programma della Settimana:
Lunedì 16 gennaio, ore 17,30 S. Messa
Martedì 17 gennaio, ore 17,30 S. Messa
Mercoledì 18 gennaio, ore 17,30 S. Messa
Giovedì 19 gennaio, ore 17,30 S. Messa
Venerdì 20 gennaio, ore 17,30 S. Messa
Sabato 21 gennaio, ore 17,30 S. Messa. Ore 19,30 Preghiere di Liberazione.

Frammenti

I frammenti
Un giovane mi ha confidato che era rimasto shoccato nel vedere un frammento di particola cadere a terra, mentre stava per ricevere l’Eucaristia.
Non era riuscito ad intervenire. Nessuno se ne era accorto. Dopo a terra non c’era più niente ma lui era rimasto con quel peso dentro.
Gli ho chiesto se per caso quell’episodio non poteva essere un segno per lui, vista la sua sensibilità.
Forse rappresentava un’emergenza ancora più grande: il bisogno di mettersi a servizio del Pane Santo, l’attesa, la richiesta di quel pane di donargli, di dedicargli la vita, non solo per raccogliere tutti i frammenti dispersi ma per donarlo all’umanità.
Ho accennato così a quel giovane la mia vocazione.
La mia è una vocazione eucaristica, sono prete grazie a un ladro.
Nella parrocchia ove studiavo hanno rubato il tabernacolo e l’hanno buttato per strada. Hanno preso la pisside e hanno gettato le ostie consacrate nel fango.
I sacerdoti della parrocchia hanno trasformato il tabernacolo sostituendo il metallo dello sportello con un vetro. Al posto delle pissidi in metallo hanno usato dei cestini di vimini. Una luce interna mostrava che non c’era nulla di valore là dentro.
Una sera nella mia preghiera, allo sbocco di un lavorio interiore e di una maturazione sotterranea, di fronte a quel cesto traboccante di particole che aspettavano di essere donate, ho chiesto al Signore cosa volesse da me e la quercia è crollata del tutto, perdendo ogni resistenza.
Precedentemente uno dei sacerdoti mi aveva inviato a portare la Comunione a una persona malata.
Quel contatto e quel vissuto mi ha scosso dalle radici come un terremoto.
Quel pane mi ha bruciato nelle mani e nel cuore e vi ha piantato dentro il pungolo di un interrogativo esistenziale.
Ho chiesto a quel giovane cosa pensava di fare nella vita. Aveva un posto di lavoro e si stava interrogando per capire cosa volesse il Signore.
Oh se nascesse un bruciore, un malessere, un imperativo di fronte a ogni profanazione dell’Eucaristia!
Chiediamo al Signore una vocazione al sacerdozio per ogni particola profanata, per rispondere al male col bene!
don Carmelo La Rosa

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Informazioni personali

Le mie foto
Ciao! Mi chiamo Rosaria e sono nata e cresciuta a Catania. A nove anni ho ricevuto il Sacramento dell'Eucaristia e della Confermazione, presso il convento dei Carmelitani di via di San Giuliano a CT; Ho fatto parte del Clan dei Ragazzi di don Ugo Aresco, sempre a CT; Poi abitando a San Paolo di Gravina ( CT ), mi sono impegnata in parrocchia come catechista.Nell'aprile 1976 ho conosciuto madre Teresa di Calcutta. Esperienza indimenticabile. Dopo il matrimonio mi sono trasferita a Lentini....continuo a fare la catechista.

Elenco blog personale

BEATI I FIGLI

Beati i fligli che amano i genitori,
grati perchè hanno dato loro la vita.

Beati i fligli che vivono in sintonia con i genitori
gioie e dolori, problemi e progetti.

Beati i figli che cercano
il dialogo con i genitori
anche quando è faticosa
o hanno paura di non essere compresi.

Beati i figli che nutrono riconoscenza
per i genitori e trovano
le occasioni per esprimerla.

Beati i figli che rispettano i genitori
in qualsiasi situazione
e in ogni età della vita.

Beati i figli che hanno tempo
da dedicare ai genitori
anche quando la vita
porta ciascuno per la sua strada.

Beati i figli che dai genitori
non esigono soltanto di ricevere,
ma sono capaci anche di dare;
non chiedono soltanto
di essere capiti e perdonati,
ma sanno capire e perdonare.

Beati i figli che di fronte
ai limiti dei genitori
ricordano i propri limiti
e non si chiudono in se stessi,
ma cercano insieme
ragioni per superarli.

Beati i figli che assistono i genitori
nel tempo della malattia.

Beati i figli che pregano per i genitori
affidandoli a Dio
perchè li benedica e vivano sereni.
Beati

Decalogo del Catechista

-Parla perchè ama.
Il vero motore della Parola,il cuore e il centro della catechesi è l'amore.
-Crede in Gesù Cristo.
Cristo è il fine ultimo del nostro insegnamento religioso. " Credere in Cristo " significa abbandonarsi a LUI,totalmente,sempre e dovunque.
- Si mette al livello spirituale dei discepoli.
Non si tratta tanto di un principio pedagogico,quando di un atteggiamento proprio del credente in Cristo,l'Emmanuele, il Dio con noi. Il catechista vede Cristo Gesù nei " suoi " bambini e ragazzi.
-Espone la verità con forza profetica.
Non si tratta assolutamente di fanatismo,ma dell'energia che la verità comunica; del resto,il catechista " servitore della Parola ",agisce per amore e con assoluta fedeltà a Dio e all'uomo. Egli cioè resta in continuo ascolto del suo Signore per comunicare in modo autentico la sua volontà di salvezza.
- E' testimone più con l'esempio che con la parola,come Gesù.
Senza la testimonianza della vita, la parola diventa una voce vuota e inutile che il vento spazza via.
-Possiede la virtù della costanza.
Essa è frutto dell'umiltà e della fede.Chi è consapevole dei suoi limiti,non si scoraggia facilmente perchè confida nel Signore presente.
- E' consapevole della sua vocazione,perciò si fa tutto a tutti per amore della Parola.
Sapere che Dio ci ha scelti come catechisti e la chiesa ci ha affidato questo servizio,conferisce una grande unità interiore con la quale è più facile donarsi generosamente a tutti,sempre.
-Riflette sulle cause dei suoi insuccessi.
Occorre saper trovare la forza del silenzio,della riflessione,del consiglio,della preghiera e dell'umiltà.
-Parla nel deserto umano.
Il vero catechista vive e parla...con i piedi per terra! Egli sa com'è la società di oggi,come sono le famiglie.Eppure egli continua ad annunciare la Parola perchè Dio può far fiorire il deserto.
- E' una voce personificata.
Come Gesù,Parola vivente del Padre,il catechista si sforza di essere " Parola " con il suo essere e con il suo agire.Dal suo volto e dal suo comportamento traspaiono serenità,attesa di Dio,amore verso tutto e tutti.